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photo of "Revolution Sailors", toy soldiers set by sculptor Lev Razumovsky photographed by Luigi d'Aponte
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I Marinai di Lev

 

“Eravamo pieni di certezze all’epoca, convinti che l’Armata Rossa fosse invincibile:

tutti ci aspettavamo la vittoria.

Per questo fu ancor più scioccante quanto accadde successivamente con l’assedio.

Durante quel periodo la mia scuola rimase aperta:

entravamo in classe, ci sedevamo nei banchi,

ed ogni giorno c’erano sempre meno alunni.

Poi venne la carestia, le razioni di cibo diminuivano sempre più,

per i bambini erano previsti solo 125 grammi di pane al giorno,

sapete quanto sono grandi 125 grammi di pane?

Più o meno come due piccole scatole di fiammiferi.

A casa avevamo delle barrette di colla per falegnameria,

girava voce che contenesse un qualche tipo di proteine:

Abbiamo bollito la colla facendola diventare gelatinosa

e l’abbiamo mangiata con il sale.

In quei mesi ho visto anche tante persone che per la fame

mangiavano le foglie cadute in strada.

Contrassi lo scorbuto e nonostante la mia giovane età

compresi che la fine era oramai vicina.

Poi la mia famiglia riuscì a trovarmi un posto in un ospedale

e questo mi salvò dalla morte per fame.

Ma siamo rimasti tutti Figli dell’Assedio”.

 

Quando nel 1941 i nazisti danno avvio all’assedio della sua città,

Lev Samsonovich Razumovsky,

scultore, pittore, grafico e scrittore russo,

ha 15 anni.

 

Ne avrà 17 quando nel 1943 verrà chiamato a prestare servizio nell’Armata Rossa,

la sua sarà l’ultima leva di guerra.

Le precarie condizioni di vista gli avrebbero valso l’esonero,

ma Lev Razumovsky volle partire lo stesso:

 

“Dovevo essere lì, al fronte, sapevo per chi ero lì:

per la mia famiglia, per la mia città.

L’11 luglio del ’44 fui colpito da una bomba:

avevo ancora il braccio,

ma l’articolazione del gomito era strappata,

dopo qualche mese subii l’amputazione del braccio sinistro.

In molti, dopo l’intervento chirurgico, mi ripetevano:

“Oramai sei una causa persa, cosa potrai mai essere nella vita? Non sarai in grado di fare nulla”.

 

Nel 1945 la “Scuola Superiore per le Arti e l’Industria” di Leningrado riapre.

Un giovane veterano diciannovenne e senza un braccio chiede di esservi ammesso:

 

“Quando mi chiesero per quale dipartimento stessi inoltrando domanda,

ed io risposi “Scultura”, mi dissero in maniera secca:

“Non farlo! Non iscriverti lì, tu non puoi praticare la scultura: non è possibile per te”.

 

La scultura, alta oltre 2 metri,

che un giovanissimo Lev Razumovsky realizzò per l’esame di diploma,

è ancora oggi visibile nei giardini del “Parco della Vittoria” di San Pietroburgo.

 

A fianco alla produzione artistica scultorea e pittorica,

Razumovsky avviò un’intensa attività lavorativa in qualità di designer di giocattoli,

fra questi le serie di soldatini sono ancora oggi particolarmente ricercate e apprezzate

da studiosi, esperti e collezionisti, ed a giusta ragione considerate le serie più belle mai realizzate in Unione Sovietica.

Elaborate nei minimi dettagli (Razumovsky impiegava fin anche un anno di lavoro per la progettazione di una singola serie), ciascuna è ispirata ad un fatto saliente della grande storia russa e sovietica:

 

“Marinai della Rivoluzione”

è la serie di soldatini prodotta nel 1968

ed ispirata agli avvenimenti della “Rivoluzione d’Ottobre”:

realizzati in metallo, di circa 7 centimetri di altezza,

furono forgiati nella fabbrica “V.V. Kuybysheva” di Leningrado,

una dei più grandi siti industriali sovietici,

specializzata in produzioni per l’industria pesante.

 

Finalità del progetto “I Marinai di Lev”

è stata quella di esaltare fotograficamente forma, bellezza ed epicità di questa serie di soldatini,

per generare una reinterpretazione visuale che tramutasse le miniature in apparenti sculture di grandi dimensioni,

immaginificamente collocate in una ideale sala espositiva museale nella quale,

uno scenografico sistema d’illuminazione,

ne profila le caratteristiche espressive e scultoree attraverso il dialogo fra luce e ombre.

 

Marzialità e fierezza,

espressività e forza,

uomini che avanzano verso l’avvenire,

in forma di soldatini,

in forma di sculture:

l’Arte per Gioco, il Gioco della Storia.

 

“I Marinai di Lev”

è un omaggio ad un grande uomo e alla sua opera,

ma anche all’incredibile sua tenacia e forza d’animo:

 

“Ho fatto lo scultore perché amavo profondamente farlo.

Ed anche per dimostrare a me stesso che non ero un disabile

e che avrei potuto fare ogni tipo di attività, anche quelle fisicamente più difficili, nel campo delle Arti”.

 

Lev Razumovsky è morto all’età di 80 anni a San Pietroburgo, il 20 gennaio 2006.

 

 

n.b.

info e testimonianze dirette sono estratte dal documentario “Lev Razumovsky”, di Alexander Slobodskoy. AS Film Studios, 2020.

Sculptor Lev Razumovsky – YouTube

e dal sito web a lui dedicato:

https://llev-razumovsky.org