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AL MATT AGLI INTERNATI – i luoghi dell’anima di Antonio Ligabue

 

C’è un silenzio rarefatto e nostalgico, sconosciuto a chi non ha mai vissuto ai margini del grande fiume, e che appartiene a un passato dimenticato. Tra i pioppi che si specchiano sulla superficie e qualche barca solitaria, l’acqua, abitudinaria, fa il suo corso e osserva la vita che scorre sulla terra ferma.

 

Benvenuti all’ Isola degli Internati, un lembo di terra, bagnato dal Po, che costeggia tutto l’argine di Gualtieri (Reggio Emilia).

 

Un luogo sospeso tra il passato e il presente, oggi oasi naturalistica, un tempo occasione per molti per ricominciare a vivere. L’isola degli Internati porta infatti questo nome perché nel secondo dopoguerra, tenuto conto del grave degrado economico dell’area, il Comune di Gualtieri decise di affidare in gestione quel lembo di terra a quindici uomini del paese sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti.

 

Nel tratto di Po antistante l’area emergono dall’acqua tre relitti di navi, risalenti alla seconda guerra mondiale bombardate e affondate durante un conflitto. L’impressione è quella di trovarsi in un attimo immersi nella storia: vista l’impossibilità di riutilizzare le navi e neppure il ferro di cui sono costituite, il Comune di Gualtieri ha deciso di lasciarle là dove sono affondate. Così, quando il fiume lo desidera, può ritrarre le sua acque, facendo riemergere quei tre giganti dal passato, per ricordarci che la storia d’Italia è passata anche per l’isola degli Internati.

 

Il lungo Viale Po, fiancheggiato da pioppi cipressini, collega direttamente il centro di Gualtieri alla riva destra del Po e all’Isola degli Internati; è in questi paesaggi che si rifugiava, tra i pioppi e le nebbie della Golena, il pittore e scultore Antonio Ligabue quando entrava nelle sue profonde e tormentose crisi che lo spingevano all’isolamento dalla comunità locale ed alla solitudine.

 

E da queste fughe perenni alla ricerca di quiete e di libertà, da questo vita quasi primordiale, che scaturisce la spiccata sensibilità verso il mondo naturale e il talento artistico di Ligabue, segni manifesti, per gran parte della critica, dell’attuarsi tangibile del “mito del genio contadino”.

 

Il progetto “Al Matt agli Internati” è dedicato:

al Maestro Antonio Ligabue,

al Maestro Luigi Ghirri,

ai 15 Uomini “che fecero l’impresa” lasciandoci in eredità questo piccolo gioiello naturalistico.

 

AL MATT AGLI INTERNATI

Luigi d’Aponte

2017